Archivio per la tag 'Marco Ghezzi'
Ha chiesto e ottenuto di farsi giudicare con rito abbreviato a condizione di essere interrogato e che sua moglie sia sentita come teste il professore del liceo classico Beccaria accusato di aver molestato due studentesse di 17 anni. L’istanza è stata accolta dal gup Simone Luerti ieri, in occasione dell’udienza preliminare a carico suo e della preside della scuola, accusata di concorso in truffa. Il docente, che insegnava greco e latino, risponde di due episodi, perché le presunte molestie denunciate da una 41enne e risalenti al 1982 sono prescritte. Secondo quanto ricostruito dal pm Marco Ghezzi, il prof avrebbe molestato le 17enni rimanendo da solo con loro con la scusa di fare delle ripetizioni. Davanti al gup è imputata anche la preside del liceo, accusata di truffa in concorso con il professore per avergli consigliato di mettersi in malattia quando la vicenda delle molestie era emersa. La prossima udienza è fissata per il 16 marzo.
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Attualità |
Tag:liceo classico Beccaria, Marco Ghezzi, molestie sessuali, Notizie Milano, Simone Luerti 12 gen 2010 |
Un milione di euro per risarcire «la perdita di una vita umana e l’impossibilità per questi genitori di avviare una nuova gravidanza a causa del trauma subito». È quanto chiede il legale della coppia a cui per errore i medici dell’ospedale San Paolo il 5 giugno 2007 hanno eseguito un aborto selettivo sul feto sano e non sul gemellino affetto dalla sindrome di Down, come invece era stato programmato. La somma è stata chiesta dall’avvocato Davide Toscani al processo per aborto colposo a carico di due ginecologhe e per omessa denuncia a carico del direttore sanitario, pur spiegando che «non sarà una sentenza di condanna o il risarcimento dell’assicurazione a dare ristoro a questa coppia che si porterà questo macigno sulle spalle per sempre». A decidere sarà il giudice Anna Conforti davanti al quale si sono tenute la requisitoria dell’accusa e le arringhe difensive. Il pm Marco Ghezzi ha sostenuto che ai medici sarebbe bastato eseguire un rapido test per evitare errori. Per loro ha poi chiesto 2 mesi di carcere, mentre per il direttore 100 euro di multa. «Il minimo della pena – ha detto – perché qui quel che conta è il principio» dal momento che hanno «messo la testa come uno struzzo sotto la sabbia attraverso un’autoassoluzione collettiva inaccettabile». La sentenza è prevista per il 14 dicembre.
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